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La Colomba Pasquale ieri… e oggi

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Come per il panettone, anche per trovare le origini della colomba pasquale dobbiamo scavare nel passato, perdendoci tra storia e leggenda.

 

La più affascinante ha come protagonista San Colombano. Siamo intorno al 600 dc, ovviamente a corte a Pavia, dove il Santo ed i monaci sono stati invitati ad un sontuoso pranzo. C’è però un problema ovvero che è periodo di Quaresima ed i monaci non possono gozzovigliare tra le carni ed i vini offerti loro in gran quantità.

San Colombano, per non urtare la sensibilità dell’ospite rifiutando il cibo, decise di mangiarle solo dopo averle benedette e, benedicendole, le trasformò in pane candido e leggero, molto più coerente con la penitenza della quaresima.

La Regina comprese così la santità dell’abate e gli donò il territorio di Bobbio su cui successivamente sorse l’Abbazia.

 

Un pochino più storica racconta di Alboino e dell’assedio di Pavia. Alla Vigilia di Pasqua vengono donati  al re Longobardo diversi regali in segno di sottomissione, tra cui, da un panettiere delle colombe di pane simbolo di pace e dodici fanciulle. Il re apprezzò così tanto le colombe da… non voler approfondire la conoscenza delle ragazze, ma soprattutto risparmiò la città dalla distruzione. ☺

 

Sicuramente, dato che la colomba è simbolo ricorrente in moltissimi scritti religiosi, soprattutto cristiani, è possibile che nell’arco della storia si siano intervallate molte ricette che culminassero in questa forma, fino a giungere intorno al ‘900 all’attuale ricetta del dolce.

 

E quindi la ricetta della colomba pasquale oggi prevede glassa, mandorle, tripla lievitazione… e i nostri 7 gusti.

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La storia ha origine solo a partire dall’eccessivo lavoro di chi produce cibo

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Le città sono il risultato dell’eccessivo sgobbare dei contadini, anzi proprio tutta la storia è il risultato dell’eccessivo sgobbare di contadini.

Lo dimostreremo subito con pochissime parole e altrettanto semplici ragionamenti, ma andiamo per ordine. 

Se hai un lavoro, ma al contrario del mio, non concerne la produzione di cibo significa che da qualche parte qualcuno produce più cibo di quello che consuma. Quando succede questo è chiaro ed evidente che sia necessario dare qualcosa al contadino in cambio del cibo.

Ed è per questo motivo che nascono gli altri lavori, per esempio la produzione di indumenti, di case e poi lavori di servizio come la protezione e la contabilità e mille altri ancora.

Quindi nascono dei luoghi popolati dove vivono queste persone addette a lavori non connessi alla produzione di cibo ovvero le città.

Il vostro restituire qualcosa a chi produce cibo si chiama commercio ed il commercio causa anche dispute e le persone che dovrebbero dirimere queste dispute formano il governo. Al governo presto servono soldi per cose importanti come troni, eserciti, spedizioni esplorative.

Nascono così le tasse, ma visto che è impossibile ricordare a memoria quali cittadini hanno pagato le tasse e quali no, nasce la scrittura. 

La scrittura determina la fine della preistoria e l’inizio della storia. Tutto chiaro?

Tutto nasce da una spiga di grano avanzata ad un contadino 😉

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Se non è fresca la Colomba di Pasqua… non Vola!

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Uno degli aspetti che distingue in modo chiaro i dolci artigianali da quelli industriali è la freschezza; la freschezza degli ingredienti e di conseguenza la freschezza del prodotto finito.

 

Per la Colomba di Pasqua è decisivo questo aspetto, ancora più che per i panettoni dal momento che la colomba si caratterizza per una copertura di glassa e mandorle.

 

Vi è mai capitato di trovare la glassa “bagnata” e non croccante? O le mandorle poco fragranti? Sono elementi molto delicati e basta davvero poco per inficiarne la bontà.

 

Nonostante questo però non consigliamo di mangiare il dolce appena prodotto perché, sia nella versione colomba tradizionale che nelle altre varianti (colomba al cioccolato, colomba ai marron glacé e via dicendo) l’impasto ha bisogno di armonizzare i profumi, di equilibrarsi.

 

Ok bene e quindi?

 

Quindi l’ideale è un consumo intorno ai 5 giorni dalla produzione, ma non dovrete preoccuparvi di questo perché voi dovete solo ordinare la vostra Colomba Marchesi indicando il giorno del consumo e al resto ci pensiamo noi, siamo qui per questo.

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