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La Colomba Marchesi Menta e Cioccolato

Colomba Marchesi Menta e Cioccolato

La Colomba Marchesi Menta e Cioccolato è la Colomba artigianale di Bergamo per chi non ha paura di osare, per gli audaci e gli sperimentatori, ecco la sua storia…

La Pasqua 2021 siamo certi che sarà la Pasqua della rinascita dopo tutto quello che abbiamo vissuto in quest’ultimo anno e che, ahinoi, non è ancora del tutto finito. Abbiamo per questo deciso di osare e soprattutto di volgere lo sguardo fuori dai confini della tradizione e della consuetudine per rinnovare la nostra proposta di Colombe artigianali.

La Colomba Marchesi menta e cioccolato è la prima provocazione del 2021 del nostro Maestro e prende spunto da un cioccolatino inventato nel 1962 a NewYork, ma dallo stile tipicamente British l’After Eight.

Brian Sollit, manager americano di una importante industria dolciaria, intese omaggiare l’abitudine inglese di mangiare un cioccolatino dopo cena, da cui After Eight (dopo le otto), quando ha dato seguito all’intuizione di ricoprire di un sottile strato di cioccolato un ripieno scioglievole e quasi liquido di menta.

Il cioccolatino ha avuto un successo straordinario in America ed in Inghilterra, ma ancora di più nel nostro laboratorio! Ci siamo talmente lasciati sedurre da questo accostamento da azzardare.

La Colomba Marchesi al Cioccolato e Menta esce dagli schemi, è qualcosa di non ancora visto né tantomeno assaggiato, prendendo in prestito il linguaggio tipico del calcio potremmo facilmente associarla al famoso 5-5-5 di Oronzo Canà, non è il 4-3-3 né il 4-4-2!

La dedichiamo a chi non ha paura di cambiare i paradigmi del proprio pensare, a chi si vuol spingere oltre, a chi desidera sperimentare ed esperire prima di giudicare.

Prenota subito tramite il Form Ordina la tua Colomba Marchesi e scopri gli altri gusti pensati per te, festeggia con noi la Pasqua 2021. A Pasqua, come a Natale, non ti accontentare.

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Dalla Colomba Marchesi 2020 al 2021

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La Colomba Marchesi un anno (di pandemia) dopo.

 

Il cerchio si apre con il dubbio della Colomba Marchesi 2020

Lo scorso anno avevamo pensato di non produrre la Colomba Marchesi, ci sembrava fuori luogo visto il momento drammatico che stavamo vivendo in particolare a Bergamo.

“Come possiamo lavorare per qualcosa di non strettamente necessario?”

Nell’ultima settimana prima di Pasqua però sono arrivate davvero tante richieste e non abbiamo potuto fare a meno di farci interrogare da questa realtà.

 

La Colomba Marchesi 2021 – La rinascita…

Nel settecentesimo anno dalla scomparsa di Dante cerchiamo spesso risposte nel suo Capolavoro e la domanda questa volta è

Il Piacere del cibo e cercare di appagarlo con il proprio lavoro è Peccato di Gola? Bisognerebbe stare più legati solo alle cose strettamente necessarie, tanto più ora?

La vita pubblica di Gesù inizia e finisce a tavola, nel primo miracolo trasforma l’acqua in vino alle nozze di Cana e poi… poi il dono dell’Eucarestia all’ultima cena.

La storia delle comunità cristiane si sviluppa strettamente legata a tradizioni culinarie e il momento conviviale del cibo assume sempre grande importanza in ogni tipo di comunità.

Quindi dove è il peccato, o in modo più laico dove sta l’errore?

Cerbero continua a mangiare famelico con tutte e tre le sue teste perchè non è mai appagato di quello che ingurgita e si disinteressa completamente di cosa sia, tanto che mangia anche il fango lanciato da Virgilio.

I golosi hanno come dio il loro ventre, disse San Paolo, e non soddisfano mai il loro desiderio pur mangiando continuamente.

Il desiderio sano delle cose buone, al contrario, è un desiderio sempre rinnovato proprio perchè sempre soddisfatto, proprio, dirà Dante, come il desiderio di Dio che “saziando di sè, di sè asseta”.

Quindi ancora una volta, la sublimazione del nostro lavoro, ciò che è veramente utile che facciamo è esattamente quel che sappiamo fare meglio.

Papa Francesco ci ha insegnato che il potere è servizio e se ritenete che con le nostre Colombe possiamo rendervi più felici,

E’ quel che continueremo a fare

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La Colomba Pasquale ieri… e oggi

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Come per il panettone, anche per trovare le origini della colomba pasquale dobbiamo scavare nel passato, perdendoci tra storia e leggenda.

 

La più affascinante ha come protagonista San Colombano. Siamo intorno al 600 dc, ovviamente a corte a Pavia, dove il Santo ed i monaci sono stati invitati ad un sontuoso pranzo. C’è però un problema ovvero che è periodo di Quaresima ed i monaci non possono gozzovigliare tra le carni ed i vini offerti loro in gran quantità.

San Colombano, per non urtare la sensibilità dell’ospite rifiutando il cibo, decise di mangiarle solo dopo averle benedette e, benedicendole, le trasformò in pane candido e leggero, molto più coerente con la penitenza della quaresima.

La Regina comprese così la santità dell’abate e gli donò il territorio di Bobbio su cui successivamente sorse l’Abbazia.

 

Un pochino più storica racconta di Alboino e dell’assedio di Pavia. Alla Vigilia di Pasqua vengono donati  al re Longobardo diversi regali in segno di sottomissione, tra cui, da un panettiere delle colombe di pane simbolo di pace e dodici fanciulle. Il re apprezzò così tanto le colombe da… non voler approfondire la conoscenza delle ragazze, ma soprattutto risparmiò la città dalla distruzione. ☺

 

Sicuramente, dato che la colomba è simbolo ricorrente in moltissimi scritti religiosi, soprattutto cristiani, è possibile che nell’arco della storia si siano intervallate molte ricette che culminassero in questa forma, fino a giungere intorno al ‘900 all’attuale ricetta del dolce.

 

E quindi la ricetta della colomba pasquale oggi prevede glassa, mandorle, tripla lievitazione… e i nostri 7 gusti.

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Meglio un Uovo (di Pasqua) oggi o una Colomba Classica domani? Abbiamo la Soluzione

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Nella nostra cultura occidentale, di matrice cristiana, siamo abituati a pensare per contrapposizioni. Ci semplifica la realtà, ce la fa capire meglio e riusciamo così ad ordinarla nelle caselle della nostra mente.

 

Bello o Brutto, Buono o Cattivo, Giusto o Sbagliato; i nostri bisnonni latini utilizzavano il termine aut per indicare o l’una o l’altra cosa, ma mai entrambe contemporaneamente (in contrapposizione al vel, una o l’altra ma anche tutte e due).

 

In realtà sin da quando siamo piccoli ci sentiamo anche dire “chi odia, ama” (liberamente tratto da una delle più incredibili poesie di Catullo – leggila qui ) oppure che “i poli opposti si attraggono” (chiara contaminazione della filosofia orientale di continuo equilibro tra Yin e Yang mutuata poi dalla fisica classica e straconfermata dalla fisica subatomica).

Insomma in qualche modo forse non è necessario scegliere sempre ed anzi, solo nel rapporto con il proprio opposto si acquisisce senso. E allora Davide non sarebbe stato lo stesso senza Golia, Achille senza Ettore, meno solennemente Borg senza McEnroe, Ali senza Frazier ed infine CR7 senza Messi.

 

Ok che c’entra tutto questo con l’Uovo di Pasqua, la Colomba Classica e il mio lavoro?

 

Semplice come si chiama il momento in cui i gli opposti si sfiorano quasi fino a toccarsi e possiamo vederli insieme, ma distinti, con un solo sguardo?

 

Si chiama Sintesi.

 

E quale è il momento o il dolce di Sintesi tra l’uovo di cioccolato e la Colomba Classica?

Ovviamente la Colomba al cioccolato. Le gocce di cioccolato fondente, impastate a freddo, rimangono ben visibili nell’impasto conferendo rotondità e dolcezza, lo arricchiscono senza confondersi nello stesso come… Una notte in cui tutte le vacche sono nere 😉

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La storia ha origine solo a partire dall’eccessivo lavoro di chi produce cibo

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Le città sono il risultato dell’eccessivo sgobbare dei contadini, anzi proprio tutta la storia è il risultato dell’eccessivo sgobbare di contadini.

Lo dimostreremo subito con pochissime parole e altrettanto semplici ragionamenti, ma andiamo per ordine. 

Se hai un lavoro, ma al contrario del mio, non concerne la produzione di cibo significa che da qualche parte qualcuno produce più cibo di quello che consuma. Quando succede questo è chiaro ed evidente che sia necessario dare qualcosa al contadino in cambio del cibo.

Ed è per questo motivo che nascono gli altri lavori, per esempio la produzione di indumenti, di case e poi lavori di servizio come la protezione e la contabilità e mille altri ancora.

Quindi nascono dei luoghi popolati dove vivono queste persone addette a lavori non connessi alla produzione di cibo ovvero le città.

Il vostro restituire qualcosa a chi produce cibo si chiama commercio ed il commercio causa anche dispute e le persone che dovrebbero dirimere queste dispute formano il governo. Al governo presto servono soldi per cose importanti come troni, eserciti, spedizioni esplorative.

Nascono così le tasse, ma visto che è impossibile ricordare a memoria quali cittadini hanno pagato le tasse e quali no, nasce la scrittura. 

La scrittura determina la fine della preistoria e l’inizio della storia. Tutto chiaro?

Tutto nasce da una spiga di grano avanzata ad un contadino 😉

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Se non è fresca la Colomba di Pasqua… non Vola!

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Uno degli aspetti che distingue in modo chiaro i dolci artigianali da quelli industriali è la freschezza; la freschezza degli ingredienti e di conseguenza la freschezza del prodotto finito.

 

Per la Colomba di Pasqua è decisivo questo aspetto, ancora più che per i panettoni dal momento che la colomba si caratterizza per una copertura di glassa e mandorle.

 

Vi è mai capitato di trovare la glassa “bagnata” e non croccante? O le mandorle poco fragranti? Sono elementi molto delicati e basta davvero poco per inficiarne la bontà.

 

Nonostante questo però non consigliamo di mangiare il dolce appena prodotto perché, sia nella versione colomba tradizionale che nelle altre varianti (colomba al cioccolato, colomba ai marron glacé e via dicendo) l’impasto ha bisogno di armonizzare i profumi, di equilibrarsi.

 

Ok bene e quindi?

 

Quindi l’ideale è un consumo intorno ai 5 giorni dalla produzione, ma non dovrete preoccuparvi di questo perché voi dovete solo ordinare la vostra Colomba Marchesi indicando il giorno del consumo e al resto ci pensiamo noi, siamo qui per questo.

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